Percorsi al femminile
Danzarchitettura 2005/2006

Ghiunè


Tra mito e contemporaneità Percorsi al femminile
Produz. Danzalabor 2005
Regia e coreografie:
Simonetta Pusceddu
Collaborazione coreografica:
Simonetta Nulchis e Onil Vizcaino
Compagnia:
"Danzalabor"
Durata:
50 minuti
Immagini video da:
Repertorio tersicorea

Progetto luci:

Gianni Melis
Costumi:"La sartoria"
Genere:
Danza-Contemporanea.

 

Ghiunè Tra mito e contemporaneità – percorsi al femminile Percorso di studio e ricerca sui testi: “Le Baccanti” di EuripideTraduzione Sanguineti e “L'Odissea” di Omero a cura di Franco Piacentini, Benedetta Buccellato,Lia Careddu. Indagine coreutica: Simonetta Nulchis e Onil Vizcaino Coreografie: Simonetta Pusceddu Progetto luci: Gianni Melis I luoghi I luoghi in quanto logos, sono rappresentati attraverso la documentazione virtuale: “la proiezione” che, come forma creativa aperta, permette allo spettatore di intervenire e partecipare al “divenire” del percorso drammaturgico. Lo spettacolo sintetizza il passaggio e traccia un percorso che viaggia dalla Mitologia, alla Tragedia, fino alla Commedia, verso il Poema, per un indagine letteraria che non vuole rispettare la successione storica/cronologica, bensì un ordine interiore e poetico e per un itinerario dove il luogo costituisce il sogno e il canto del poeta. La danza, la parola, il suono e la luce sono le protagoniste che interagiscono in un unico evento scenico. Emerge la peculiarità del luogo, scelto per la ricerca dell’ambientazione ideale di un viaggio immaginario e fisico insieme. L’universo femminile - con le madri, le vedove, le spose - diventa protagonista della nostra indagine come di molti testi letterari,teatrali e musicali di autori classici e contemporanei. Il desiderio è di mettere in scena personaggi del mondo femminile attraverso la danza e attraverso l’uso della parola, all’interno di un percorso in cui la trasposizione cronologica delle tragedie classiche e la drammaturgia ispirata all’antichità, vengono tradotte in linguaggio contemporaneo. I costumi, i luoghi, la scena, l’ambientazione diventano il mezzo per ribadire la sovrapposizione, l’identificazione dell’antico con il contemporaneo. L’evocazione dei personaggi femminili per Ghiunè è avvenuta attraverso lo studio della tragedia “Le Baccanti” di Euripide: Agave e le Menadi.

Lo spettacolo è stato rappresentato:

21 luglio: Anfiteatro P.zza Municipio - Portoscuso
23 luglio:Teatro all'aperto Centro direzionale- Iglesias
24 luglio Anfiteatro Chia - Domus De Maria.
26 luglio:Centro Culturale d’Arte Ex Lazzaretto - Cagliari
25 Novembre: Teatro Audtorium Comunale- Cagliari


 

Oltremare


Dall'omonimo testo "oltremare" di Mariangela Sedda
Produz. Danzalabor 2005

Coreografie:
Simonetta Pusceddu e Simonetta Nulchis
Compagnie:"I danzatori del sole" e "Danzalabor"
Durata: 50 minuti
Immagini video da: Repertorio coreografico Tersicorea
Progetto luci:

Gianni Melis
Costumi:"La sartoria"
Genere:
Danza-Contemporanea

Lo spettacolo nasce dall'analisi di più testi comparati, il cui tema centrale è il viaggio, inteso come, separazione, distanza, incontro, cambiamento. Il percorso e la traccia drammaturgica hanno voluto "restituire all'evento teatrale la sua primigenia natura interdisciplinare: Scena - Musica - Canto - Danza - Parola. Ciò che emerge è la freschezza che nasce dall'incontro delle due compagnie Tersicorea: "I danzatori del sole" (adolescenti) e "Danzalabor"(giovani professionisti). Il mare allontana gli affetti, ma li riconduce rinforzandoli in una meravigliosa cornice di gioco e melanconia dal sapore antico: una fiaba eterna: la guerra, la gloria, il mare, le bonacce e le tempeste, le terre ignote e profumate, la stanchezza, il dolore,l'approdo, l'attesa. Nei primi del '900 in un luogo lontano come l'Argentina molta popolazione della Sardegna era costretta ad emigrare per trovare un lavoro. La sintesi del "gesto antico" in un linguaggio contemporaneo, legato alle consuetudini della Sardegna e della sua gente, conserva "il segno vivo di una cultura che rischia di essere travolta dall'omologazione progressiva". La doppia drammaturgia, rappresentata dal video/scenografia e dalla coreografia, accompagnate da musiche del repertorio mediterraneo e orientale, ha indotto a muoverci nell'orizzonte della poesia mediterranea, verso una prospettiva cosmica, accentuando così la conciliazione piuttosto che il contrasto verso la nostra terra.

Lo spettacolo è stato rappresentato:
6 luglio alle Teatro "La Vetreria"
Teatro "Le Saline" di Cagliari.

 


 

Il secchio d'abete


Dal testo "La signora delle vigne di Ghiannis Ritzos
Produz.Danzalabor 2005

Coreografie:
Simonetta Pusceddu
Compagnie:"I danzatori del sole" e "Danzalabor" con l'Attrice Lia Careddu"
Durata: 60 minuti
Immagini video da: Repertorio coreografico Tersicorea
Progetto luci:

Gianni Melis
Elementi scenografici:

Paoletta Dessì Genere:Danza-Teatro

Lo spettacolo nasce da una libera interpretazione del testo dell' autore greco Ghiannis Ritsos, che nei suoi poemetti attraverso metafore, analogie, similitudini, s'ispira alle leggende e tradizioni popolari, dove la donna è personaggio atemporale, donna, madre, sposa, vedova di ogni tempo. L'evocazione è avvenuta attraverso i personaggi femminili Calipso, Circe, Nausicaa e Penelope, protagoniste della poetica dell'"Odissea" di Omero. A completare il percorso è stato rilevante il contributo dell'autore Costantin Kavafis con la poesia "Itaca" e dell'autore Francesco Masala con " Littera de sa muzere de s'emigradu". Personaggi contemporanei dal sapore antico, non umili comparse della storia, non strumenti della volontà degli dei - personaggi ora sfumati e dissimulati dietro immagini e simboli, ora intravisti dietro veli e nebbie, ora immersi nella loro smascherata quotidianità, ottengono dal "Poeta" il privilegio di prendere la parola per diventare protagonisti delle vicende del mito/realtà.

Lo spettacolo è stato rappresentato

Rassegna “Resistenza” de “Il crogiuolo”
A cura di
Tersicorea

29 e 30 Novembre 2005 : Sito Archeologico Sant’Eulalia e Teatro Sant’Eulalia

 


Almeno gli angeli possano volare

La poetica della Poetica della luce di Caravaggio.
Nuova produzione per il Progetto
Danzarchitetture VIII edizione.

Coreografie:
Simonetta Pusceddu
Compagnia:""Danzalabor"
Genere:Danza-Contemporanea

La poetica della luce di Caravaggio: luci, ombre e penombre, che si bilanciano perfettamente nell'ambiente, rendono l'assoluta equivalenza tra immagini animate e inanimate; la vicenda di luci e ombre, chiari e scuri - primo distacco dalla fase 'fase speculare', dalla trasparente lucidità della prima giovinezza di Caravaggio - è ricca di poesia. L'opposizione di luci e ombre viene intuita dal Caravaggio non solo come mezzo plastico che dona rilievo ai corpi,quanto come un balenante gioco di reciproche interferenze di chiari e di scuri, che è dramma in se stesso prima di dar forma al dramma sacro. La luce diventa, incidenza luminosa casuale e "sorprende" una realtà. La sperimentazione su corpi, oggetti, di fonti di luce come se penetrassero nel chiuso di un ambiente a pareti nere, portarono il Caravaggio (tra il 1594 e il 1597), alla scoperta della 'camera oscura' ,e fu questa una scoperta feconda destinata a stimolare nel corso del Seicento, ricerche naturalistiche, sperimentali e magiche. Il fulcro del progetto che proponiamo risiede proprio nello sviluppo di una drammaturgia in cui le scene, il luogo e la poesia del colore, verranno sublimate dall' uso della tecnica dell'illuminazione in cui i particolari della scena saranno interamente assorbiti dall'ombra della 'camera oscura', mentre la luce diretta, incide concisamente gli elementi essenziali - e perciò più drammaticamente significativi - della scena. Nello sudio coreografico proposto, il desiderio è quello di sottolineare la percezione in rapporto ad uno spazio denso d'ombre, appena rotte dalle forme di guizzi luminosi; il buio diventa azione e non mera pausa percettiva; l'intuizione potrà viaggiare oltre lo spazio scenico preposto alla rappresentazione e il contrasto, piuttosto che l'alternarsi di luci e ombre, renderà visibile l'azione che nasce e muore in movimento, come "dipinta" dall'uso del chiaro/scuro, , spogliando così ogni gesto dalla caduca istantaneità.

Lo spettacolo è stato rappresentato il 21 22 23 dicembre 2006 presso il Teatro "T.off" di Cagliari.

 

 

Tersicorea - Teatro Danza - via Nazario Sauro,6- 09123 Cagliari - tel. 070/275304 - 328/9208242