odor cipria

"Odor di cipria"
in memoria di Giorgio Caproni

Con
Antonio Piovanelli

Coreografie di Simonetta Pusceddu
Danza Viola Tarozzi
(Compagnia "Danzalabor")

Considerata "la ballata cavalcantiana (d'amore, di lontananza e forse d'esilio), Stornello è sentita da Caproni come un archetipo della condizione che egli sperimenta, anche in virtù del fatto che egli spesso ama, freudianamente, definirsi e immaginarsi il «fidanzato» della propria madre, mescolando il motivo dell'amor filiale a quello dell'amor muliebre.

Caproni affronta il tema del viaggio, come simbolo, forse più che della morte reale (la morte della madre era già stata rappresentata in Ad portam inferi come un viaggio in treno), di una sorte di morte-in-vita, di una disperata rinuncia alle ragioni che legano comunemente gli uomini alla vita, che motivano il loro indaffarato agire nel mondo. Tema questo ben novecentesco, come del resto quello del complesso rapporto edipico con la madre. Antinovecentesca è forse la forma del componimento, o meglio il suo linguaggio realistico, nitido, narrativo, alieno (in questo e in altri casi) da ogni analogismo e ogni poetica della parola o dell'immagine. Ma la modernità (per quanto atipica) della soluzione formale adottata in questo caso da Caproni può forse emergere se si considera questo testo alla stregua di una novella in versi di stampo pirandelliano. Pirandelliano è il grottesco che la domina, pirandelliano è il parlar di problemi gravi (la vita, la morte) mediante semplici, quotidiane metafore, pirandelliana a nostro giudizio è infine (in questo caso, non in tutto Caproni) la «disperazione calma, senza sgomento», e anzi loquace e cerimoniosa, di chi guarda con lucidità e distacco umoristico alle tragedie della propria e dell'altrui vita. (Luigi de Bellis)

"odor di cipria"

Quest'opera poetica di Caproni è intitolata da Antonio Piovanelli "Odor di cipria" e nella sua interpretazione egli si rivela un grande, struggente e severo canzoniere d'esilio. Un diario di viaggio: viaggio nel tempo e nello spazio, viaggio nel nulla (nella nebbia, nell'Ade) ricordando la madre e la terra, viaggio nel tunnel dell'assenza di Dio assaporando l'amaro trionfo della sua scomparsa, viaggio nell'antimateria - nel non-spazio, non-tempo, non-luogo - capovolgendo (e al tempo stesso celebrando con raggelata e affettuosa ironia) gli appuntamenti, i riti, le «cerimonie» dell'ovvietà quotidiana.

Da qui prende forma la coreografia di Simonetta Pusceddu che ha costruito insieme alla sua compagnia una scrittura drammaturgica nel rispetto di quella interpretazione pirandelliana, creando appunto per la scena personaggi antitempo, antimateria, antiluogo, dentro l'immaginario di creature di un mondo femminile e maschile insieme. Personaggi onirici e visionari, stravaganti e senza sgomento, con la distanza di chi intende osservare la realtà piuttosto che immedesimarsi.

Riallestimento 10/20 Marzo 2010
Tersicorea T.off
Via Nazario Sauro, 6 Cagliari

Per informazioni e prenotazioni: 070/275304 (dalle 17;00 alle 20:00) oppure 328/9208242

www.tersicorea.it
tersicoreat.off@tiscali.it