ARCHEODANZA IV edizione
logo magna graecia“Il secchio d’abete”
Racconto danzato tratto da “La Signora delle vigne” di Ghiannis Ritzos
Interpreti Compagnia danzalabor:
Evelina Ambu, , Aldo Canessa, Nicole Cefis, Paola De Felice, Erika Di Crescenzo, Elisa Melis, Annalisa Rocca, Jorge Sese, Viola Tarozzi, Miguel Angel Serrano Tomas
Con la partecipazione di:
 Cristina Maccioni

 

A
R
C
H
E
O
D
A
N
Z
A

 

Magna Graecia Teatro Festival 2011
Cagliari, debutta
Il secchio d'abete dalla Signora delle vigne di Ghiannis Ritsos

C 'è anche una produzione sarda tra le migliori proposte contemporanee che rielaborano temi e testi della cultura della Magna Grecia selezionate da Giorgio Albertazzi per comporre il cartellone del Magna Graecia Teatro Festival 2011, rassegna che si svolge dal 2 agosto al 2 settembre in tredici siti archeologici della Calabria. Si tratta di “Il secchio d'abete”, racconto danzato tratto da “La Signora delle vigne” di Ghiannis Ritsos prodotto da Tersicorea con il sostegno dell'Assessorato della Cultura e Spettacolo della regione Sardegna e del Circuito regionale della Danza in Sardegna - associazione Enti Locali per lo spettacolo, costruito con la raffinata regia coreografica di Simonetta Pusceddu e interpretato dalla compagnia Danzalabor.
Nato originariamente per i siti archeologici della Chiesa di Sant'Eulalia a Cagliari e per Su Nuraxi di Barumini, “Il secchio d'abete” sarà presentato, nell'ambito della quarta edizione della rassegna Archeodanza, nel nuovo allestimento in anteprima nazionale a Cagliari domani alle 21 presso il Parco Villa Pollini, sede della Direzione dei Beni Culturali e Archeologici della Sardegna e debutterà poi in Calabria con quattro date, dal 4 agosto al 7 agosto, alla Villa Romana di Contrada Palazzi di Casignana, al Tempio dell'antica Città greca di Kaulon di Monasterace, al Castello Normanno di Vibo e all'Abbazia S. Maria di S. Eufemia di Lamezia.
Sulla scena, i danzatori: Evelina Ambu, , Aldo Canessa, Nicole Cefis, Paola De Felice, Erika Di Crescenzo, Elisa Melis, Annalisa Rocca, Jorge Sese, Viola Tarozzi, Miguel Angel Serrano Tomas e l'attrice Cristina Maccioni.
L'UNIONE SARDA

Anteprima nazionale

  • 29 luglio 2011  Cagliari - Parco Villa Pollini - sede della Direzione Beni Culturali Sardegna

Magna Grecia teatro Festival 2011

  • 4 agosto  Casignana -  Villa Romana di Contrada Palazzi
  • 5 agosto  Monasterace - Tempio dell'antica Città greca di Kaulon
  • 6 agosto  Vibo - Castello Normanno
  • 7 agosto  Lamezia -  Abbazia  S. Maria di S. Eufemia

cristinaeve miguel

 

Lamezia, secondo appuntamento all'Abbazia con il Magna Graecia Teatro
Lunedì 08 Agosto 2011 18:14
Lamezia, secondo appuntamento all'Abbazia con il Magna Graecia TeatroLamezia Terme, 8 agosto – Secondo appuntamento all’Abbazia Benedettina per il Magna Graecia teatro con “La signora delle vigne” per la regia (e coreografia) di Simonetta Pusceddu e che vede la partecipazione, tra gli altri, dell’attrice Cristina Maccioni. “La Signora delle Vigne” è una produzione che nasce appositamente come spettacolo per i siti archeologici nei quali, di volta in volta, viene riallestita originalmente. Lo spettacolo è diviso in due parti. Nella prima parte gli spettatori compiono un percorso alla scoperta del luogo che è “abitato” e “illuminato” dalla presenza della danza, di voci, suoni e immagini proiettate. Un percorso a sua volta diviso in due sezioni: “II labirinto” come il luogo dell’infinito susseguirsi delle immagini, luogo determinato non dagli elementi costruttivi ma dal vuoto, dallo spazio interno in cui gli uomini camminano e vivono...”.
“Le Agorà, i cortili” in cui lo spazio si frammenta e viene occupato totalmente con diverse azioni contemporanee di danza. La seconda parte si svolge, invece, in un luogo circoscritto (palco). In questa seconda parte il protagonista del racconto teatrale e coreografico è l’universo femminile: le madri, le vedove, le spose di ogni tempo. Un universo che si muove all’interno di una ambientazione che evoca il mare, quel mare che allontana gli affetti ma poi li riconduce rinforzandoli. Fra danza e teatro nello spettacolo si crea un meraviglioso clima di gioco e melanconia dal sapore antico e prende vita una dimensione di fiaba eterna: la guerra, la gloria, il mare, le bonacce e le tempeste, le terre ignote e profumate, la stanchezza, il dolore, l’approdo, l’attesa. Una fiaba abitata da personaggi contemporanei e classici ad un tempo: non umili comparse della storia, non strumenti della volontà degli Dei. Personaggi ora sfumati e dissimulati dietro immagini e simboli, ora intravisti dietro veli e nebbie, ora immersi nella loro smascherata quotidianità.

la_signora_delle_vignela_signora_delle_vigne_3
Lamezia Terme, 8 agosto – Secondo appuntamento all’Abbazia Benedettina per il Magna Graecia teatro con “La signora delle vigne” per la regia (e coreografia) di Simonetta Pusceddu e che vede la partecipazione, tra gli altri, dell’attrice Cristina Maccioni. “La Signora delle Vigne” è una produzione che nasce appositamente come spettacolo per i siti archeologici nei quali, di volta in volta, viene riallestita originalmente. Lo spettacolo è diviso in due parti. Nella prima parte gli spettatori compiono un percorso alla scoperta del luogo che è “abitato” e “illuminato” dalla presenza della danza, di voci, suoni e immagini proiettate. Un percorso a sua volta diviso in due sezioni: “II labirinto” come il luogo dell’infinito susseguirsi delle immagini, luogo determinato non dagli elementi costruttivi ma dal vuoto, dallo spazio interno in cui gli uomini camminano e vivono...”.
erika
la_signora_delle_vigne_2sito

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Danza e recitazione stregano il pubblico in un continuo crescendo di suggestioni - (gazzettadelsud)
viola
Lo spettacolo di danza "La Signora delle vigne", sotto un incantevole cielo stellato, invita a volare con la fantasia. Miti e magie della Grecia antica rivivono nel secondo appuntamento del "Magna Graecia Teatro Festival" nell'Abbazia Benedettina.

"La Signora delle vigne" è scritta nel lontano 1954 da Yannis Ritsos, considerato uno dei più grandi poeti greci del ventesimo secolo. Artista che, nonostante abbia sfornato una produzione sterminata, facendo rivivere nei poemetti l'eredità classica della Grecia, viene deportato in un campo di concentramento, dopo il colpo di stato dei "colonnelli" nel 1967, per le sue convinzioni politiche. Ritsos subisce anche l'onta di vedere la sua poesia vietata, seppure occasionalmente, perché ritenuta vicina alle idee di sinistra.

L'artista concepisce "La Signora delle vigne" con un profilo totalmente al femminile. L'opera è un piccolo poemetto all'insegna del dubbio: si parla forse di una donna? O di una madre? O, ancora, di una sposa o di una vedova? Alla fine, il poeta svela l'arcano: si tratta della Grecia.

Nella rappresentazione, ricca di emozioni e densa di immagini oniriche e mitologiche, si intrecciano tre testi: il "Minotauro" dello scrittore e drammaturgo svizzero Friedrich Dürrenmatt; la poesia di Francesco Masala, scrittore, poeta, saggista e studioso di lingua e cultura sarda e, infine, la tragedia "Le Baccanti", del drammaturgo e poeta greco antico Euripide. Un mix di italiano, sardo e greco antico, accompagnato sempre dalle sonorità briose delle percussioni, testimonia l'infinita ricchezza culturale del bacino del Mediterraneo.

Danza e recitazione stregano gli spettatori in un continuo crescendo di suggestioni dal sapore vecchio di millenni. Lo spettacolo si compone di due parti. Nella prima, gli spettatori scoprono un luogo animato da danze, immagini, voci e suoni. Cammino che, a sua volta, si divide in due segmenti: il labirinto, che richiama appunto il "Minotauro" di Dürrenmatt, un luogo in cui le immagini si susseguono vorticosamente e che si caratterizza per essere uno spazio vuoto, e le agorà, i cortili, occupati totalmente dalla danza.

Nella seconda parte, invece, a dominare è il palco, su cui si spiega l'universo femminile di spose, madri e vedove. Il tutto in una ricostruzione scenica che richiama il mare, che in un primo tempo separa, ma che alla fine unisce con maggior vigore. Oltre al mare e le sue tempeste, attraversano il racconto, con tutta la loro carica emotiva, il dolore, la gloria, l'attesa, la guerra, l'approdo, la stanchezza e l'ignoto.

"La Signora delle vigne", a cura della compagnia "Tersicorea - Danzalabor", prende vita grazie alla bravura dei danzatori Evelina Ambu, Miguel Angel Serrano Tomas, Aldo Canessa, Nicole Cefis, Paola De Felice, Erika Di Crescenzo, Ilaria Gallus, Lucrezia Maimone, Elisa Melis, Annalisa Rocca, Viola Tarozzi e Jorge Sese. Regista e coreografa, Simonetta Pusceddu.

Intensa la performance dell'attrice Cristina Maccioni che, nelle battute conclusive, chiede alla "Signora delle vigne" di «offrire loro la danza per far schiattare la morte». E subito partono le note del ballo popolare greco del "Sirtaki", con il suo ritmo che va sempre ad aumentare. Proprio come gli applausi finali del pubblico all'indirizzo degli artisti.

Danza Recensione unione sarda "Donne del mito nelle agorà della memoria" - Domenica 31 luglio 2011

Non bastasse il fascino di un grande ficus e di un parco su cui si affaccia Villa Pollini in via Jenner a Cagliari, la sede della direzione dei Beni Culturali e Archeologici della Sardegna diventa per una sera spettacolare teatro della pièce di teatro-danza Il secchio di abete , portata in scena venerdì dalla compagnia Danzalabor diretta da Simonetta Pusceddu e rinforzata per l'occasione dalla presenza dell'attrice Cristina Maccioni. Presentato davanti a un pubblico attento e numeroso, ispirato al racconto “La Signora delle vigne” del greco Ghiannis Ritsos, lo spettacolo offre un viaggio fra tradizioni e leggende dove la figura della donna entra ed esce dal ruolo di madre, sposa, vedova. Un'evocazione che scorre attraverso una galleria di personaggi mitologici: Penelope, Circe, Calipso, Nausicaa. Interpretato da undici danzatori di buona tecnica (tra loro, la torinese Erika Di Crescenzo, vincitrice del premio CortoinDanza 2010), il lavoro libera nell'aria una danza ora dinamica e capricciosa ora interiore dove il ritmo non risiede nei gesti quanto nelle immagini. Una danza che nel suo procedere incrocia parole (di Ritsos, Durrenmatt e Francesco Masala) e musiche del Mediterraneo. «La coreografia non è mai la stessa. L'idea è di creare delle agorà che stanno dentro la memoria del luogo» precisa la Pusceddu a fine serata: «C'è una narrazione sulla narrazione. La narrazione del luogo si sovrappone e detta il percorso della storia». ( Carlo Argiolas )

http://www.mediterraneaonline.eu/it/02/view.asp?id=238

Vi invitiamo a prendere contatti presso:
Via Nazario Sauro,6 - Cagliari
tel: 070/275304 - cell: 328/9208242.
e.mail: tersicoreat.off@tiscali.it
www.tersicorea.it
produzioni
organizzazioni