1° trilogia, dal 30 marzo al 1 di aprile 2012 (sezione dedicata ai Premi cortoindanza a confronto) (n° 3 spettacoli)
Il percorso del danzatore trova in questa occasione la possibilità di confrontarsi con diverse giovani realtà artistiche. Un 'indagine coreografica in cui i danzatori interpreti sono gli ideatori che hanno prodotto questa esperienza creativa in Progress.

30 marzo 2012 - Italia
La Bagarre
la bagarre

Il corpo della danzatrice incontra lo strumento musicale tracciando insieme un unicosegno corpo-sonoro
Mélange italo-francese tra blague (scherzo) e guerre (guerra).!
Le botte da orbi in un clima da festa. Il macabro, il mortifero, il livido, la macchia, il pallore del chiaro di luna, il Pierrot. La ricerca coreografica muove da due intuizioni: la malinconia ed il lavoro corpo a corpo con lo strumento musicale.
Ideazione e coreografia Erika di Crescenzo

30 marzo 2012 - Italia
“Mestruativo”
anna giustina

Nasce da immagini oniriche, provenienti dal mondo del dormiveglia, mescolate a visioni deste e associazioni mentali. Diviene un’indagine sul femminile, sulla generazione e la corruzione. Una donna, uova rosse: una femminilità animalesca che a stento riesce ad occultare la propria bestialità; goffa nel dissimulare il disagio greve della propria immagine; drammatica, nella sua condizione esistenziale, così umana.
È questo l’inizio di uno studio in cui la ricerca della verità del movimento vuole incontrarsi con la composizione musicale all’interno di un flusso dialettico.
Ideazione coreografia Anna Giustina
Musiche: Raffaello Antonutti

"Colorscrostato"
colorscrostato
Al di là del Colorscrostato si va incontro ad un viaggio nella mente di protagonisti anonimi, dove si assiste al rovesciamento del principio secondo cui l’arte imita il reale. Colorscrostato invece è il reale che imita l’arte, la vita è pertanto prodotto e risultato dell’arte. Se Colorscrostato può invertire la direzione vuol dire che può invertire lo spazio, se lo spazio è collegato al tempo, Colorscrostato può invertire anche il tempo.

L’ideazione di una piccola produzione, affidata all’immaginario e alla creatività dei giovani, nasce con l’intenzione di sostenere i giovani in un percorso che partendo dalla purezza del movimento, sia volto a sottolineare la simbiosi tra i corpi in linea con le dinamiche del linguaggio contemporaneo. Le fonti di questa produzione sono l’esperienza personale di ciascun danzatore che all’interno di uno stesso quadro ha voluto evidenziare il proprio percorso, la propria dinamica, la diversa evoluzione di ciascuno.
Coreografia e interpreti: Nicole Cefis, Paola De Felice, Annalisa Rocca
Ideazione e coreografia 1° studio: Paola De Felice,Ilaria Gallus,Annalisa Rocca

31 marzo / 1 aprile 2012  Italia
"Féroce
présence"
feroce presente
Coreografia/Regia: Loredana Parrella
Musiche : J. S. Bach
Disegno luci: Cesare Lavezzoli
Costumi: Loredana Parrella - Realizzazione: Sartoria Mulas
Organizzazione: Paolo Fontani
Danzatori: Camilla Zecca, Elisa Teodori, Yoris Petrillo
Durata: 20 minuti
Produzione AcT Progetto in residenza presso SpazioCTw_centrocoreograficopermanente
Primo Premio alla Miglior coreografia_CortoinDanza 2011, Cagliari Selezione Premio Internazionale di Coreografia Roma Danza 2011 Premio MarteAwards Miglior Compagnia 2010
Con il sostegno del MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

L’ esigenza di non ridurre il dolore ad un puro e semplice sintomo ma piuttosto di riuscire a dar voce a ciò che in esso è muto, mi ha portato a comporre Féroce présence. Ho scelto un percorso "drammatico" che necessitava solo di azione e di un linguaggio immediato. Un ritratto strutturale che tenta di parlare da dentro, dal punto di massima profondità, dall'abisso delle carni. Con vampate di frammenti dolorosi, che zampillano dai corpi e che, come le grandi inondazioni, travolgono tutto ciò che trovano sul loro percorso, si manifesta dentro di me la feroce presenza dell’Assenza. loredana parrella

(...)Le coreografie di Loredana Parrella si possono definire realizzazioni gestuali dei moti del pensiero. Anna Basti e Yoris Petrillo parlano all’Io più profondo, a quello nascosto, celato nell’abisso dell’animo. Parlano con semplicità, sfiorando debolezze e forze ora amplificandole, ora quietandole; elastici dell’animo che parlano di un dolore che da silenzioso si fa urlante, perché il dolore non è mai semplice, ma c’è sempre qualcosa di nascosto che non vuole venir fuori, non vuole che venga risolto. Ma ciò che Parrella trasmette non sono soluzioni per non soffrire, ma solo strade non battute per aumentarne l’analisi e così la comprensione. E nella coreografia tutto questo viene fuori, esplode come un tornado di emozioni: colpi contro il proprio corpo, passione verso il proprio compagno e poi di nuovo gesti da cui parte un vortice che tutto travolge, fino a nuova quiete che porta pace e tranquillità. Ma chi vuole pace? Chi vuole avventura? L’essere umano è fatto di abissi e vette così alte da sembrare quasi inaccessibili, ma lo scopo di essere al mondo è forse questo: provarci, spostare ogni giorni i limiti con quel poco di incoscienza che permette per crescere e di maturare fino alla fine. E come disse Gianni Rodari: “Mai lasciarsi spaventare dalla parola FINE”. Emanuele Giachet_MarteMagazine 24/05/2011

 “May_Day” Compagnia “FreeFall dance Company - Perugia
sara marinelli
Si sviluppa in un universo musicale che varia dal genere elettronico a quello classico di Beethoven proponendo partiture variegate e ammiccanti composte per l’occasione. In questa azione coreografica c’è spazio per la tragedia metropolitana dove cinque donne danzano sulla linea sottile tra sacro e profano, mettendo in scena i turbamenti e l’inquietudine raccontandosi e lasciandosi alle spalle quello che è stato, quello che è e quello che sarà.
Il tradimento, la gelosia, la passione amorosa, la spontaneità, l’ingenuità: è tutto il complesso mondo interiore delle donne ad essere protagonista di May_Day, risultato di un’accurata ricerca di quelle emozioni femminili che, da secoli, rendono misterioso e affascinante il loro agire, le loro scelte coraggiose, la loro volubilità. Il personaggio della Medea tragica e di quella rivisitata della Wolf hanno offerto il pretesto al desiderio di raccontare le donne, di portare in scena i loro mille volti, di esprimerne l’essenza immutabile, la loro capacità di essere acerrime nemiche e rivali, ma anche di fare fronte comune nei momenti di emergenza. Proprio la raggiunta consapevolezza di un’intima condivisione, la voglia di asserire con orgoglio questa identità di genere, lontano però dall’essere un proclama femminista, ha motivato un percorso dialettico di conoscenza delle danzatrici, dando il via ad un progetto in fieri, che andava delineandosi a poco a poco. L’intera coreografia è scaturita soltanto dopo una piena condivisione con la compagnia, con quelle donne chiamate a mettersi in discussione profondamente per poter portare sul palco i moti dell’animo che più le hanno segnate.
Ideazione e coreografia Sara Marinelli
Interpreti: Freefall Dance Company: Valeria Brunori, Debora Renzi, Debora Tuteri, Eleonora Canterini, Valentina Jalali.

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ERIKA DI CRESCENZO  - TORINO

ANNA GIUSTINA

LOREDANA PARRELLA

SARA MARINELLI



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